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Metastasio 2011/12: sei nuove produzioni e ospitalità di prestigio

giovedì 23 giugno 2011

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  • Sfida la crisi, il Metastasio di Prato, che nella prossima stagione presenterà ben sei nuove produzioni. A renderle possibile sarà la nuova compagnia stabile del teatro, questo gruppo di attori stipendiati che consente anche di abbattere i costi. Apriranno la stagione portando in scena – 26-30 ottobre – La cantatrice calva di Ionesco, per la regia del fondatore dello Stabile: Massimo Castri. «All’inizio mi sono trovato un po’ stretto in questo abile marchingegno allestito a Prato – spiega il regista – mi sono scontrato con la difficoltà di trovare un testo per un gruppo di attori già fissato». Ma poi Castri ha trovato un’opera che non solo corrisponde alla formazione della compagnia, ma costituisce anche un dittico con un suo recente allestimento, Finale di partita di Beckett: «questi testi, pur molto diversi, sono stati scritti a pochi anni di distanza e mirano entrambi alla distruzione sistematica del dramma borghese».

    Per il direttore artistico, Paolo Magelli, la prossima stagione sarà «un viaggio nella genialità della drammaturgia europea». Lui stesso guiderà gli attori del Met nel Giardino dei ciliegi di Cechov. Dopo averlo allestito a Zagabria e a Wuppertal, nel teatro dove lavorava Pina Bausch, finalmente lo porta nella sua città. A fine stagione la compagnia interpreterà I fratelli Karamasov per la regia di Guido de Monticelli. In programma anche produzioni con attori esterni: Stefano Massini torna al Met con Lo schifo, un testo sulla morte di Ilaria Alpi interpretato da Luisa Cattaneo, e ci sarà poi Roberto Latini con il suo Ubu Roi di Jarry: già programmato da Tiezzi per la stagione scorsa, fu poi annullato dalla nuova direzione. Il condirettore del teatro, Massimo Luconi, firma la regia di Sarabanda, un testo di Ingrmar Bergman con attori del calibro di Giuliana Lojodice e Massimo De Francovich.

    Fra le ospitalità anche Dopo la battaglia, il nuovo spettacolo di Pippo Delbono che contamina abilmente musica dal vivo e danza – alla prima partecipavano il violinista Alexander Balanescu e Marie-Agnès Gillot, étoile dell’Opéra di Paris. A chiudere la stagione sarà Jan Fabre, con il suo Preparatio mortis, una performance con la danzatrice Annabelle Chambon.

    Da sottolineare gli eventi speciali: Eugenio Barba, concludendo il festival Contemporanea, porterà in scena al Fabbricone la sua Vita cronica, dedicato a Anna Politkoskaya e Natalia Estemirova, mentre Gianluca Barbadori riproporrà Un angelo dei sobboghi, in cinese, nato dai laboratori proposti a Prato e già presentato a Roma e New York. Prosegue l’attività di formazione al Magnolfi, dove tornerà la rassegna di nuova drammaturgia, e la stagione per ragazzi.

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