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Les naufragés du Fol Espoir del Théâtre du Soleil

domenica 21 febbraio 2010

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  • Viaggi avventurosi e utopie politiche si intrecciano ne Les Naufragés du Fol Espoir, il nuovo spettacolo che il Théâtre du Soleil porta in scena fino a giugno alle porte di Parigi. Ispirandosi a un romanzo postumo di Jules Verne (Les Naufragés du «Jonathan»), Ariane Mnouchkine, regista e fondatrice del Soleil, orchestra scene epiche e corali, sempre illuminate da un preciso intento politico. Protagonisti di questa nuova avventura della sua troupe sono un gruppo di cineasti che nel 1914 si apprestano a mettere in scena il romanzo di Verne. Ecco allora che i due piani temporali avanzano parallelamente: alle vicende che precedono la prima guerra mondiale fanno eco intrighi e avventure di fine Ottocento, e proprio mentre nel film si gira la misteriosa scena della morte di Rodolfo d’Asburgo-Lorena, giunge sul set la notizia dell’attentato di Sarajevo.

    C’è un che di sinistro che fin dall’inizio incombe su cineasti e personaggi: da un lato le disavventure dei naufragi che si rovineranno alla ricerca dell’oro, dall’altro la Grande Guerra pronta a interrompere ogni esperienza artistica. Ma questi pionieri della settimana arte non perdono mai l’entusiasmo: come gli stessi attori del Théâtre du Soleil sembrano trovare maggiore grinta nelle avversità che li circondano. Les Naufragés du Fol Espoir Attraverso il cinema nel teatro, i trentacinque attori della compagnia – che da sempre si occupano di tutte le fasi dello spettacolo: dalla scrittura del testo alla costruzione delle scene – presentano affascinanti cimeli come antiche macchine da presa o una pioneristica gru, ma sopratutto si preoccupano di realizzare vari trucchi di scena. Un ventilatore e un sacchetto di coriandoli bastano a simulare con sufficiente realismo una tempesta di neve accompagnata dai sibili e tuoni del rumorista Camille (Jean-Jacque Lemêtre, lo storico musicista del Soleil). Mostrando esplicitamente gli artifici del teatro, gli attori possono presentare scene epiche e impegnative come una disastrosa tempesta nel mare o il naufragio di un enorme bastimento. Ma questo dispositivo metateatrale non fa che mostrare apertamente il tradizionale metodo di lavoro del Soleil, che non si perita mai di svelare i meccanismi del teatro, con attrezzi e scenografie spesso animati dagli attori sulla scena. Les Naufragés du Fol Espoir Les Naufragés du Fol Espoir è la storia di una ostinata resistenza alle avversità politiche, e se il finale sembra porre fine ad ogni ottimismo, nella complessa drammaturgia ideata da Hélène Cixous interviene un terzo piano narrativo. La voce fuori campo, che racconta entusiasta le avventure dei cineasti, è infatti la nipote di uno degli attori del film. Pare allora che la guerra, con tutti i suoi bombardamenti, non abbia potuto soffocare la Folle Speranza di quegli ostinati amanti dell’arte.

    Leggi l’intervista all’attore Duccio Bellugi Vannuccini.

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