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Intervista al designer Alessandro Mendini

venerdì 13 maggio 2011

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  • «Se un oggetto ha gli occhi e la bocca, ti guarda e ti sorride, è più facile stabilirci un contatto». È questa la filosofia di Alessandro Mendini, star internazionale del design che ha firmato decine di oggetti di culto. Fra questi la fortunata serie di cavatappi e macinapepe per le officine Alessi, fatti a forma di buffi personaggi maschili o femminili.

    Sabato l’artista terrà una Lectio Magistralis a Fabbrica Europa – auditorium di Sant’Apollonia, ore 17, ingresso gratuito – che costituirà la seconda tappa del Teatro Laboratorio Toscana, il progetto di specializzazione per attori diretto dal regista Federico Tiezzi apertosi a novembre con una lezione di Luca Ronconi. Ma che cosa accumuna un cavatappi con un attore? «Il mio cavatappi è come una performance – spiega Mendini – perché muovendo le sue braccia, tirandogli il collo o girandogli la testa si crea una specie di balletto. I miei oggetti giocano spesso sull’antropomorfismo e sul movimento: in questo senso c’è un’analogia con il lavoro teatrale, almeno quello del retropalco».

    continua

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