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Emma Dante e il suo Io, Nessuno e Polifemo - recensione

mercoledì 1 ottobre 2014

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  • Drammaturgia.it, 1 ottore 2014

    Cerca nuove rotte Emma Dante col suo Io, Nessuno e Polifemo che ha aperto il ciclo di spettacoli classici all’Olimpico di Vicenza da lei diretto. Se fin dai suoi esordi l’artista ha dimostrato uno spiccato talento nel creare scene corali e intense azioni fisiche, ora sembra imboccare decisamente un’altra strada. Dopo l’opera (con la Carmen alla Scala), il cinema (Via Castellana Bandiera) e la riscoperta del suo ruolo d’attrice anche a teatro, propone un’Intervista impossibile (così recita il sottotitolo) con Polifemo (Salvatore d’Onofrio) e Ulisse (Carmine Marignola, marito dell’artista). Quel che più stride in questo dispositivo è proprio la sua presenza sul palco: Emma Dante che interpreta Emma Dante. Non parla a braccio, ma recita il preciso copione che si è scritta, discutendo con i suoi interlocutori. Sarà che il personaggio Emma Dante è certamente meno avvincente di Ulisse o Polifemo, e forse più difficile da far decollare, ma la regista-attrice risulta sempre sottotono, finendo per annacquare anche il ritmo dei suoi due bravi colleghi.

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