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L’ironia tagliente di Silvia Paoli col suo Bucce

giovedì 17 aprile 2014

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  • Risate fragorose ma piene di amarezza scandiscono il ritmo di Bucce, lo spettacolo di Silvia Paoli, visto al Puccini, che torna in scena il 24 aprile all’Excelsior di Reggello. Si parte dalla morte improvvisa di un imprenditore settantenne, stroncato da un infarto mentre era con la sua giovane amante, e si incontrano uno ad uno i convitati al funerale. Esilarante la nipote adolescente, che non esita a pubblicare su facebook la foto del morto mentre pensa al suo prossimo intervento di chirurgia estetica. Ci sarà poi il fratellino, che del nonno rimpiange i regali, sua mamma, alle prese con un fidanzato più giovane, fino alla moglie del defunto. Prima tradita e poi lasciata, ma mai divorziata, si ritrova a dover organizzare le esequie dopo una così chiacchierata scomparsa.

    Abilissima nel caratterizzare ogni personaggio senza mai farsi caricaturale, la Paoli rivela ottime doti drammaturgiche e attoriali. Sa ricreare linguaggio e psicologia di adolescenti e vecchiette, incarnandone poi le movenze con precisione e disinvoltura. Ben diretta dal regista Andrea Macaluso, è accompagnata sulla scena dal chitarrista Francesco Canavese. Con cui intona sul finale Quel signore di Scandicci di Sergio Endrigo, che ben condensa i temi dello spettacolo: "Tanta gente non lo sa, non ci pensa non si cruccia, la vita la butta via e mangia soltanto la buccia".

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