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Angela Finocchiaro da Open Day alla Comencini. Intervista

mercoledì 12 marzo 2014

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  • Corriere Fiorentino (Corriere della Sera/ Firenze), 12 marzo 2014

    Una coppia separata da tempo si ritrova per iscrivere la figlia alla scuola media superiore. Parte da qui l’esilarante Open Day, il testo di Walter Fontana che Angela Finocchiaro sta portando in scena in Toscana insieme a Bruno Stori (il 15 marzo tappa a Cascina, il 28 e il 29 al Puccini di Firenze).

    Lo spettacolo, al terzo anno di repliche, è nato dalle conversazioni fra la Finocchiaro e Fontana alle prese con figli adolescenti: «Spesso ci telefonavamo con i capelli dritti in testa — ci racconta l’attrice — e ci chiedevamo quale eredità avremmo lasciato ai nostri figli». Alla base dello spettacolo c’è il fallimento dei genitori, prima di tutto come coppia. Sono così diversi che sembra impossibile che abbiamo potuto stare insieme, e fare una figlia. «A volte succede nelle coppie — continua la Finocchiaro — Senti parlare del compagno di un’amica e ti sembra un mostro, e poi scopri che sono stati insieme vent’anni. In Open Day lei si è rifatta una vita affettiva, lui sta chiudendo un po’ di capitoli (amanti, lavoro, etc.), ma entrambi si barcamenano. Si preoccupano della figlia ma vengono fuori i loro problemi, le loro incertezze, le loro fragilità».

    Ovviamente sono assolutamente incapaci di occuparsi della giovane ragazza, che approfitta delle distrazioni dei genitori per far ciò che vuole. «Il padre cerca un eccesso di protezione, pensa che non ce la possa fare da sola, vorrebbe metterle dei tutori a fianco. La madre alterna un certo ottimismo a dei momenti di baratro. Ma poi si capirà che questa ragazza ha più vitalità di quanto si pensi. Riuscirà a far pace col suo passato e con i suoi genitori più ti quanto essi stessi abbiano fatto con le proprie famiglie».

    Una situazione analoga si trova ne La Scena, di Cristina Comencini, che la Finocchiaro riporterà nei teatri italiani anche nella prossima stagione. Due donne di mezza età si ritrovano in casa con un adolescente, finito quasi per caso nel letto di una di loro. Ma «la Comencini esplora soprattutto il rapporto uomo-donna, ci racconta di un linguaggio nuovo, di una scena nuova che bisogna trovare per rincontrarsi. Alla fine escono tutti e tre insieme, quindi c’è speranza».

    E i nuovi progetti di Angela Finocchiaro saranno ancora con la Comencini, ma questa volta sul grande schermo. Continua quindi una collaborazione fruttuosa, che già con La Bestia nel cuore valse alla Finocchiaro un David di Donatello: «È stata l’occasione per affrontare un tema e un personaggio molto interessanti. Per me è stata una boa, un punto di non ritorno. Cristina mi fa sempre attraversare territori nuovi, le sono veramente grata».

    La Finocchiaro da tempo vive nella campagna Toscana e non solo per stare con suo marito. «Ho guadagnato una bellezza, una pace, un modo di vivere diverso e piacevole. La Toscana è una regione di grande civiltà». Non frequenta molto la vita culturale e artistica locale, «purtroppo è difficile incastrare i vari impegni», e nel suo cuore c’è sempre posto per la sua Milano: «Si era un po’ spenta, ma adesso c’è qualche segnale di ripresa».
    Gherardo Vitali Rosati
    RIPRODUZIONE RISERVATA

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