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Fabbrica Europa porta 100 migranti alla Leopolda

sabato 9 aprile 2011

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  • I migranti? Tutti sul palco. Un’onda gigantesca formata da cento dei ragazzi appena sbarcati in Toscana invaderà il pubblico della Leopolda per un clamoroso evento promosso da Fabbrica Europa. Il festival internazionale della scena contemporanea, al via dal 3 al 28 maggio, ha scelto di rispondere alle polemiche sugli sbarchi di Lampedusa con questo progetto firmato dal regista Giancarlo Cauteruccio. In scena il 28 maggio (ore 21), Clan-destini si baserà su testi di Pasolini e di poeti neo-orfici come Roberto Carifi. «I ragazzi – spiega Cauteruccio – entreranno dal fondo della scena e usciranno dal proscenio per invadere lo spazio della realtà, della vita e della città. Andrò nei centri che li ospitano a spiegare che abbiamo bisogno di loro anche dentro la scena dell’arte, speriamo di convincerli a partecipare con i loro corpi e i loro sguardi».

    Giunta ormai al suo diciottesimo compleanno, Fabbrica Europa riscuote il pieno sostegno delle Istituzioni locali. L’assessore comunale alla cultura Giuliano Da Empoli confessa che «è una delle iniziative a cui mi sento più vicino» mentre l’assessore regionale Cristina Scaletti si dice «fiera di aver potuto riconfermare il contributo della Regione, malgrado la crisi». Ancora incerto, invece, il contributo europeo. «Se dovesse mancare dovremmo prendere delle contromisure» afferma Luca Dini, Presidente della Fondazione Fabbrica Europa. Ad aprire la kermesse sarà il noto coreografo belga Alain Platel con il suo Gardenia. Mescolando danza e teatro, finzione e realtà, porterà sul palco del Verdi (3 e 4 maggio) questo lavoro già applaudito in mezz’Europa, interpretato da nove artisti travestiti o transessuali. E se quest’anno Fabbrica vuole mostrare a Firenze delle isole culturali ancora poco conosciute, ma ricche di creatività, gli organizzatori si sono focalizzati essenzialmente sul Nord Europa e sui Paesi Scandinavi. A partire dal compositore fiammingo Johannes Ockeghem, che nel Quattrocento scrisse una Missa ora reinterpretata dall’ensemble vocale l’Homme Armé e da Tempo Reale, per una coproduzione del Maggio Musicale Fiorentino (5 maggio, ore 22). Dalla Norvegia arriva il collettivo Verdensteatret che propone una performance per robot, artisti e musicisti: And all the questionmarks started to sing (E tutti i punti interrogativi si misero a cantare, 13-15 maggio, ore 22) è un progetto che sfida ogni classificazione per cristallizzarsi in un’installazione che resterà esposta per l’intera durata del festival. Dal Belgio arriva anche il collettivo Zita Swoon con Dancing with the Sound Hobbyist (7 maggio), un dialogo fra musica e danza in collaborazione con la straordinaria Anne Teresa De Keersmaeker, coach per le coreografie.

    Ma non mancheranno grandi nomi del panorama nostrano. A partire da Stefano Bollani che propone un dialogo fra jazz e classica. Lo firma insieme a Mirko Guerrini, che dirigerà l’Orchestra Regionale Toscana in queste suggestive Divagazioni su 319 corde (10 maggio, 21.30). Virgilio Sieni firma Tristi Tropici (18-19 maggio), per due coppie di danzatrici e una ragazza non vedente, e Due lupi (17-21 maggio, a Cango) basato sulla Trilogia della città di K. di Agota Kristof e interpretato da Luisa e Silvia Paesello. La Compagnia Laboratorio di Pontedera proporrà Abito (7-12 maggio), di Roberto Bacci, e Lisboa: uno spettacolo itinerante che attraverserà la città da Ponte Vecchio alla Leopolda (7 maggio, ore 17). Curiosa la proposta di Luca Scarlini, che firma per la coreografa Karine Saporta Rayon X, un dialogo ambientato in un sexy shop (25-26 maggio).

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