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Ritmo e bravi attori alla Pergola. Ma l’aggiornamento stona

giovedì 26 aprile 2012

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  • Corriere Fiorentino, 26 aprile 2012

    Una Pergola sold-out ha applaudito il debutto nazionale del Gioco dell’amore e del caso, la prima produzione del teatro fiorentino, in scena fino a domenica. Il testo di Marivaux, rappresentato per la prima volta a Parigi dai comici italiani nel 1730, torna adesso in scena con la regia di Piero Maccarinelli. Che dirige con efficacia i suoi attori in questo gioco di travestimenti amorosi, dove due promessi sposi si scambiano d’abito con i propri servitori per potersi meglio conoscere. Esilarante Francesco Montanari (il Libanese di Romanzo Criminale), molto abile nel suo ruolo di Arlecchino che gli consente una maggiore libertà e leggerezza. Il suo padrone, ben più lacerato e complesso, è interpretato con profondità da un eccellente Paolo Briguglia. Sempre ironico e spiritoso anche Emanuele Salce, nei panni del padre di Silvia, la promessa sposa. Lei è Antonia Liskova, che per la sua prima volta sul palco, dopo le fortunate esperienze di tv e cinema (era Laura in Tutti per amore), supera bene la prova.

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    Antonia Liskova ne Il gioco dell’amore e del caso

    Non convince l’adattamento del testo di Giuseppe Manfridi, che sceglie di aggiornare il vocabolario di una struttura tipicamente settecentesca. Stona spesso il lessico, a partire dall’iniziale "ci sei o ci fai?", fino agli "impiegati" e ai "principali" che sostituiscono "servi"e "padroni". E stonano altri vani sforzi di aggiornamento, come i due trolley portati in scena da Dorante. Impressionante ma non sempre funzionale l’impianto scenico, con i fantasiosi costumi di Gabriella Pescucci e le scenografie di Giacomo Costa.

    La recensione del Gioco dell'amore e del caso sul Corriere Fiorentino

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