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Incontro su I Fratelli Karamasov al Teatro Metastasio - 14 aprile

mercoledì 28 marzo 2012

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  • L’11 aprile debutta al Metastasio di Prato un’altra produzione dello Stabile della Toscana, I Fratelli Karamasov. Lo spettacolo nasce dal sodalizio fra la Compagnia stabile del Metastasio e la sua gemella dello Stabile della Sardegna.

    Insieme hanno già portato in scena Il giardino dei ciliegi, per la regia di Paolo Magelli, direttore artistico del Metastasio, adesso a firmare la regia sarà invece il direttore artistico dello Stabile della Sardegna: Guido De Monticelli.

    Sabato 14 aprile, alle ore 18, nel ridotto del Metastasio di Prato, condurrò l’incontro con la compagnia intorno a questa produzione.

    Date rappresentazioni: 11/ 22 APRILE 2012 | feriali ore 21.00, festivi ore 16.00, lunedì riposo | TEATRO METASTASIO

    La locandina:

    I FRATELLI KARAMAZOV

    dal romanzo di Fëdor Michailovič Dostoevskij
    drammaturgia Roberta Arcelloni e Guido De Monticelli
    regia GUIDO DE MONTICELLI
    scene Lorenzo Banci e Federico Biancalani
    costumi Zaira De Vincentiis
    disegno luci Loïc François Hamelin
    musiche Mario Borciani
    regista assistente Rosalba Ziccheddu

    con Valentina Banci, Francesco Borchi, Daniel Dwerryhouse, Corrado Giannetti, Elisa Cecilia Langone, Mauro Malinverno, Fabio Mascagni, Paolo Meloni, Silvia Piovan, Cesare Saliu, Maria Grazia Sughi, Luigi Tontoranelli

    produzione Teatro Stabile della Sardegna / Teatro Metastasio Stabile della Toscana

    L’inferno è la sofferenza di non poter più amare Padre Zosima (I fratelli Karamazov) I fratelli Karamazov, ultimo romanzo di Fëdor Dostoevskij (pubblicato a puntate nel 1879), è un grande palcoscenico dove il tema del male e dell’esistenza di Dio si fanno rovente dibattito nell’incontro fra i tre fratelli, l’evangelico Alëša, il passionale Dimitrij e il tormentato e raziocinante Ivan, sullo sfondo di un terribile delitto: l’uccisione del padre, figura buffonesca e filistea. Intorno ai fratelli e alla torbida e divorante azione in cui sono implicati, si dibatte una miriade di creature, intrappolate nell’eterna lotta fra il bene e il male. Sullo sfondo la figura luminosa di padre Zosima, presso il cui monastero il giovane Alëša fa il suo noviziato. Ma Alëša viene mandato nel mondo dal suo padre spirituale, lontano dalla dolcezza del maestro, dove c’è più bisogno di lui, là dove si consuma un’azione divorante e torbida in cui sono implicati i fratelli e il padre e una miriade di altre creature intrappolate nell’eterna lotta tra il bene e il male: è un lacerante viaggio nell’"umano" nel quale la conoscenza che il giovane, dotato di amore evangelico, fa dei fratelli - Dmitrij, assatanato dall’eros come il padre, ma capace anche di grande nobiltà, e Ivan, preda di una libido della ragione che lo porta a farsi negatore di Dio - si fa frutto amaro e insieme dolcissimo di rinnovamento spirituale. Ivan vuole restituire a Dio il biglietto per quel paradiso che costi la sofferenza anche a un solo bambino. Ma in Alëša, che eredita la parola di padre Zosima, si incarna il sogno di Dostoevskij, e il presagio che il regno di Cristo si instaurerà sulla terra e non in un ipotetico aldilà, perché l’amore universale vincerà il dolore e la morte, e la terra tornerà come alle origini.

    Guido De Monticelli

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