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Ecco i Duel: i musicisti che fanno spettacolo

lunedì 6 febbraio 2012

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  • Corriere Fiorentino, 5 febbraio 2012

    Anche la musica può diventare un esilarante show di teatro. Una prova? Sono in arrivo i Duel, virtuosi musicisti capaci mandare in delirio il pubblico con un pianoforte e un violoncello. Da giovedì 9 a domenica 12 saranno al teatro di Rifredi con Opus 2, ma per avere un assaggio del lavoro basta andare sul web, dove impazzano i loro video con titoli in russo, arabo o tedesco. Perché negli ultimi anni i Duel hanno fatto varie volte il giro del mondo, con tournée che hanno toccato ventinove diversi Stati, collezionando gli applausi dei fan e le lodi della stampa.

    «Suonavo nell’Orchestra National de France - dice Laurent Cirade, fondatore del gruppo ‒ ma da sempre amavo il teatro e sognavo di unire le due cose. Così un giorno ho partecipato a un’audizione del Quatuor, un noto complesso di teatro musicale: ho iniziato allora ad associare umorismo e musica, e sono rimasto con loro fino al 2000. Poi ho fondato un mio complesso a New York, con Hyung-ki Joo, un pianista oggi gira il mondo col suo gruppo Igudesman & Joo. Ma le cose fra noi non funzionavano: sono tornato a Parigi da lì ho iniziato la mia fortunata collaborazione con Paul Staïcu». E l’abilità di Staïcu ha portato un contributo importante al complesso. Pianista di successo, è molto apprezzato anche come compositore, con brani eseguiti fra l’altro a Radio France e al Festival di Aix-en-Provence.

    È nato così Duel. Che inizialmente era il titolo di uno spettacolo, ma oggi dà il nome all’ensemble. «Duel perché portiamo in scena un continuo duello, una lotta fra il bene il male, ma anche contro le nostre paure, contro noi stessi... questo nuovo Opus 2 è uno spettacolo veramente visuale e gli italiani lo apprezzano perché sono molto sensibili a questo, d’altra parte hanno inventato la Commedia dell’Arte! Ogni Paese reagisce in modo diverso allo spettacolo, per esempio i tedeschi sono molto sensibili alla parte musicale del lavoro».

    Ecco allora si potranno ascoltare brani di Lour Reed o Elvis Presley eseguiti al piano e al violoncello e associati a scene comiche. I due musicisti suonano e cantano, divertendosi a creare effetti inusuali con la voce o con l’archetto. E non mancano brani di Carlos Santana, che offrono lo spunto per virtuosismi strumentali mentre Say you, say me diventa un romantico ballo di Cirade abbracciato al suo violoncello. Che si trasforma, a seconda delle necessità, per diventare un microfono, un tamburo, o un mandolino.

    «Si creano delle situazioni assurde, ci siamo ispirati molto a Jacques Tati. Il nostro non è certo uno spettacolo per specialisti della musica classica: è pensato per un largo pubblico e per tutto il mondo. Non ci sono dialoghi, usiamo un linguaggio universale. Ma attenzione: noi abbiamo il massimo rispetto per la musica e i compositori, vogliamo valorizzare i pezzi, non prenderli in giro. La nostra parodia colpisce invece i clichées: nell’ambiente della musica classica c’è sempre un aspetto un po’ formale e un po’ sinistro, noi vogliamo sdrammatizzarlo e riderci sopra».

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