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Magelli presenta la Compagnia del Metastasio

giovedì 3 marzo 2011

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  • Bambini che giocano a fare grandi in una desolata periferia europea. Sono loro i protagonisti di Giochi di famiglia (da stasera al 3 aprile al Fabbricone di Prato) della drammaturga serba Biljana Srbljanovic, autrice tra l’altro dei Diari da Belgrado, pubblicati durante la guerra del Kosovo. L’autrice è qui grazie all’invito di Paolo Magelli, direttore artistico del Teatro Stabile della Toscana, suo amico, collaboratore e regista dello spettacolo.

    «Giochi di famiglia è un atto di accusa contro i genitori— spiega Magelli— che costringono i bambini a comportarsi da adulti, mentre gli adulti sono totalmente assenti dalla società. Alla fine di ogni scena il bambino uccide i genitori, sempre in un modo diverso. C’è una vivisezione della famiglia: dai giochi dei bambini emergono personaggi di diverse provenienze sociali, che si mettono a confronto. Questi bambini abbandonati a se stessi non vogliono diventare come i genitori».

    In scena ci saranno per la prima volta i giovani della nuova Compagnia del Teatro Stabile Metastasio, fortemente voluta da Magelli. Da quando ha presentato il suo programma, il regista ha espresso la volontà di creare un gruppo di attori stipendiati, per poter lavorare meglio e spendere meno, non dovendo pagare grandi cachet per gli spettacoli. E così si è presto formato il primo nucleo del gruppo con Valentina Banci, Mauro Malinverno, Francesco Borchi, Fabio Mascagni ed Elisa Cecilia Langone.

    «Finalmente non si deve più pensare a quanto ci costa un attore per ogni giorno di prova— continua Magelli— e si può fare un lavoro veramente approfondito. All’inizio questa proposta sembrava donchisciottesca, ma adesso si è rivelata vincente, tanto che la stanno proponendo in molti teatri d’Italia. Siamo molto felici che Antonio Latella abbia fatto la stessa cosa a Napoli: anche lui, come me, è molto attivo nell’area mitteleuropea ed evidentemente ha condiviso questa esigenza. A Roma Gabriele Lavia sta creando un analogo gruppo di quindici attori, a Parma stanno potenziando un’esperienza simile e anche a Cagliari stanno andando in questa direzione».

    Oltre a lavorare nelle produzioni del Met, la compagnia è impegnata in un intenso lavoro con le scuole. «Abbiamo visto circa duemila studenti per spiegare chi siamo e che cosa facciamo e abbiamo aperto le nostre prove ai ragazzi. È un progetto importante sulla formazione che sfocerà in un grande laboratorio. Ma non con l’obiettivo di formare dei nuovi attori, bensì per far capire che cos’è il teatro. Vorremmo che il teatro diventasse il territorio libero dell’intelligenza di una città» . Fra gli altri progetti, Magelli sta organizzando anche un lavoro insieme alla comunità cinese di Prato. «Il regista Gianluca Barbadori allestirà L’anima buona del Sezuan, di Brecht, con attori di questa comunità. Un testo tedesco (ispirato ad una fiaba cinese) rappresentato in italiano da attori cinesi che debutterà al Festival della Spiritualità a Roma ed è già stato invitato a New York» .

    Gherardo Vitali Rosati

    © Corriere Fiorentino, 3 marzo 2011 RIPRODUZIONE RISERVATA

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