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Fabio Canino a Rifredi, ripensando a David Bowie

In scena con Tutta colpa di Miguel Bosé, un viaggio fra identità sessuale e tv anni 80

mercoledì 7 dicembre 2011

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  • Corriere Fiorentino, 7 dicembre 2011

    Un viaggio negli anni Ottanta con le sue icone musicali e televisive. Con Tutta colpa di Miguel Bosé, in scena stasera al teatro di Rifredi, Fabio Canino parlerà di identità sessuale in chiave divertente e leggera. Interpreta infatti l’ultimo romanzo di Sciltian Gastaldi, il giovane scrittore romano residente a Toronto. Narra la storia di un ragazzo interessato indistintamente da uomini e donne che conclude di essere «Metrosessuale», e cioè aperto ad ogni possibilità. «Ma il suo viaggio è scandito dalla tv del suo tempo ‒ spiega Angelo Savelli, regista dello spettacolo e curatore dell’adattamento ‒ tutto parte dalla visione di Miguel Bosé che balla in uno show e poi entreranno in scena artisti e personaggi vari, da Vittorio Tondelli a Renato Zero».

    Anche che per Canino il romanzo di Gastaldi è «un vero e proprio un bignami della tv italiana : quando lo leggi ti tornano in mente scene e fiction del tempo. Mi ha fatto capire meglio quali sono i riferimenti della nuova classe dirigente: penso ad esempio a Renzi, che da ragazzo è anche passato da un quiz televisivo». E rispetto a un certo snobismo che spesso condanna questo mondo televisivo spiega «io a casa ascolto Mozart, ma amo anche la Carrà, le due cose possono convivere benissimo».

    Accanto a lui sul palco altri cinque attori, fra cui anche Elena D’Anna e Stefano Gragnani, e una giovane band musicale che eseguirà noti hit anni Ottanta. Da Renato Zero a Heather Parisi, dai Queen fino, ovviamente, a Miguel Bosé. «Questi brani hanno una potenza enorme - continua Canino ‒ quando li ascolti ripensi subito a dov’eri in quell’epoca, con chi stavi, che cosa facevi». E oltre alle avventure del romanzo di Gastaldi, Canino ci metterà anche molto del suo: «racconterò quello che io vivevo in quei momenti, e del mio rapporto personale con i personaggi citati».

    Sì, perché l’artista li conosce tutti personalmente: dalla Carrà, un suo grande mito, fino a Renato Zero, con cui però il rapporto è ormai compromesso. Dopo le dichiarazioni con cui il cantante negava di essere omosessuale, Canino si è sentito deluso, e ha risposto con una serie di attacchi sui media. «Per me rimane un grande artista - dice ‒ ma ha detto cose offensive nei confronti degli omosessuali, se è vero che non è gay, e allora non conosce quel mondo, dovrebbe tacere».

    Quel che è certo è che Canino ha un aneddoto personale per ogni vip, anche sulle star internazionali. C’è chi ricorda ancora di quando danzò con David Bowie in un locale fiorentino. «In quegli anni vivevo a Milano ‒ conferma l’artista ‒ studiavo lì e facevo la vita del fuori-sede. Ma ogni week-end tornavo a Firenze perché in quel periodo questa era una città dove accadeva di tutto. E così una sera per caso, mentre ballavo, guardai il mio vicino e dissi ’guarda questo come somiglia a David Bowie!’. Era proprio lui, che si comportava con estrema naturalezza».

    Con questo spettacolo il Queer Festival prosegue nel suo tentativo di parlare di omosessualità senza drammatizzare. «Vorremmo raccontare le differenze sessuali con naturalezza - spiega Savelli ‒ in questa direzione si sono inseriti molti dei nostri lavori, spesso basati non tanto su testi teatrali ma preferibilmente su sceneggiature cinematografiche o romanzi». Fabio Canino - Corriere Fiorentino

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